Racconto: "Il salice" di Zaynab Sayed Hmed


Il salice

Racconto di Zaynab Sayed Hmed


La natura è lo spiraglio di luce in una stanza buia, la
natura è bella come una rosa appena sbocciata e come un
bambino felice, perché è arrivato il Natale.
Ma nonostante ciò, noi la trattiamo male, la sfruttiamo
per produrre cose inutili… la inquiniamo, sradichiamo gli
alberi…
Noi, esseri umani, non ci rendiamo conto che la natura
è preziosa, che rovinandola roviniamo noi stessi. C’era uno
scrittore che diceva: «La terra è gravemente malata, e la sua
malattia è l’uomo».
L’uomo ha come un velo posato sugli occhi, che non
gli permette di vedere la vera bellezza della natura: gli alberi,
i fiumi, i tramonti, i fiori…
Ma questo velo, pesante, che appesantisce la coscienza,
bisogna toglierselo e vedere ciò che davvero dona la natura,
cioè la vita, una vita splendida.
Ti è mai capitato di sdraiarti sul prato fiorito in primavera
con l’erba così fresca che ti pizzica il viso, mentre
sprofondi in un sonno bellissimo?
E stai sotto l’ombra di un salice piangente, mentre lo
ammiri in tutto il suo splendore?
Il suo tronco è ruvido come una pigna, le sue foglie,
lisce e morbide come la guancia di un bambino appena
nato, hanno un colore verde smeraldo che ricorda occhi di
un verde lucente e profondi come l’universo. I suoi rami
gialli, verdastri, come le foglie d’autunno che ti scricchiolano
sotto i piedi e come il sole di giugno riflesso sull’erba,
i rami ti sfiorano il viso e prendono una forma di cascata
mentre dormi…

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